Le nuove normative introdotte dal Codice della Strada mirano a ridurre i pericoli derivanti dall’abuso di alcol, una problematica che continua a rappresentare un rischio per la salute individuale e globale. La Riforma del Nuovo Codice della strada stabilisce, infatti, misure più severe contro la guida in stato di ebbrezza: le sanzioniincludono la sospensione della patente da 3 mesi a 2 anni e l’installazione in auto dell’alcolock, un dispositivo che rileva il tasso alcolico del guidatore prima di accendere l’auto. Soffiando nell’apparecchio prima di partire, se non si è totalmente astemi, il motore non si avvierà.
Le nuove norme del codice della strada sull’alcol hanno l’obiettivo di prevenire e contrastare un problema sociale crescente. Il consumo di alcol è, da sempre, associato a momenti di svago e socializzazione: questa vision, però, può facilmente sfociare in una cultura di consumo irresponsabile. Sarebbe opportuno, a questo proposito, fermarsi a riflettere sull’effetto della normalizzazione del consumo di alcol nella nostra società, il quale contribuisce a fenomeni preoccupanti come il binge drinking, sempre più diffuso tra i giovani italiani.
Dati recenti sul consumo di alcol in Italia
I dati recenti sul consumo di alcol in Italia sono preoccupanti. Secondo l'Osservatorio Nazionale Alcol (ONS) e i rapporti dell'Istituto Superiore di Sanità, in Italia è alta la percentuale di giovani che consumano alcol in modo eccessivo, in particolare tra i 18-34 anni. Il binge drinking, una delle cause principali di incidenti stradali legati all'alcol è un’abbuffata di alcolici e superalcolici (sei o più bicchieri in una sola occasione) per lo sballo del fine settimana. In Italia, secondo il Ministero della Salute, circa il 20% dei giovani tra i 18 e i 24 anni lo pratica regolarmente e rischia: coma etilico, epatite alcolica, cirrosi e danni epatici permanenti, aritmie e palpitazioni, ipertensione e infarto. Ma anche comportamenti aggressivi, perdita di controllo, e incidenti stradali. In Italia, il binge drinking è diventato un problema crescente, con gravi implicazioni per la sicurezza stradale.
l 25 giugno 2024 l’Organizzazione mondiale della sanità ha reso noto il “Global status report on alcohol and health and treatment of substance use disorders”. Nel rapporto un gruppo di esperti ha presentato gli ultimi dati disponibili, forniti dagli Stati membri, sulle tendenze del consumo di alcol, le stime sulle malattie attribuibili all’alcol e le risposte politiche a livello mondiale. Il consumo di alcol è associato a oltre 200 problemi di salute, tra cui malattie infettive, cancro, disturbi mentali e comportamentali, disturbi neurologici, malattie cardiovascolari, malattie gastrointestinali e lesioni a organi e tessuti.
Effetti diretti e indiretti dell’alcol sulla salute
L’OMS ha stimato che circa 2,6 milioni di decessi sono associati al consumo di alcol: si tratta del 4,7% circa di tutte le morti a livello mondiale. Se consideriamo il totale dei decessi correlati all’alcol, il 22% è dovuto a malattie all’apparato digerente, il 20% a incidenti, il 17,8% a malattie cardiovascolari o diabete, il 15% a tumori maligni, il 10,8% a patologie perinatali connesse all’uso di alcol in gravidanza e il 7,7% a episodi di violenza intenzionale.
Già nel 2023 l’OMS era stata chiara sul fatto che, dagli ultimi dati scientifici, non esiste un livello consumo di alcol senza effetti sulla salute. È vero che le linee guida nazionali suggeriscono di non consumare più di 10 bevande alcoliche standard a settimana per un basso rischio, ma le indicazioni dell’OMS si basano sul fatto che il consumo di alcolici è sempre associato a un rischio potenziale per la salute, anche se si tratta di minime quantità.
I rischi diretti del consumo di alcol sono:
- Danno al fegato
- Effetti sul sistema cardiovascolare
- Rischio di tumori
- Sistema nervoso centrale
- Dipendenza e alcolismo
Negli indiretti, possiamo annoverare:
- Incidenti e infortuni
- Violenza domestica e aggressività
- Problemi psicologici
- Costi sociali ed economici
- Effetti sulle relazioni sociali
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La normalizzazione dell’alcol: il corso ECM
Normalizzare l'alcol come elemento integrante di vita quotidiana, dunque, nasconde i rischi reali che comporta. Web e social media promuovono continuamente stili di vita legati all’alcol; le pubblicità, i film e la cultura popolare contribuiscono a creare l'immagine di una bevanda che, se consumata moderatamente, non presenta alcun pericolo.
Ma la realtà è ben diversa e spesso si tende a sottovalutare gli effetti diretti e indiretti che un consumo moderato e frequente può avere sulla salute fisica e mentale e sulle capacità cognitive e motorie.
Questo e altro affronta il corso “Alcol e nuovi modelli di consumo: quando si normalizza un problema” da 4.5 ECM, disponibile sulla piattaforma Quotidiano Sanità Club in formato e-book di cui è Responsabile Scientifico il dott. Stefano Lagona, Psicologo, Psicoterapeuta e formatore. Il corso offre un approfondito percorso di analisi e riflessione sui cambiamenti nel consumo di alcol, con un focus sui trend contemporanei. La prima parte del corso ripercorre la storia dei modelli di consumo di alcol, mostrando come questa abitudine si sia evoluta nel tempo mettendo in luce le tendenze attuali, tra cui i rischi del binge drinking. Si analizzano i danni a lungo termine causati dall’alcol, non solo in termini di salute fisica (malattie epatiche, problemi cardiovascolari), ma anche psicologica, mentale e sociale (dipendenza, aggressività, relazioni compromesse).
L’aspetto centrale del corso è proprio la riflessione su come il consumo di alcol si stia progressivamente normalizzando, rendendo più complesso individuare e affrontare il problema. L’obiettivo è formare professionisti anche per educare i cittadini a consumare in modo responsabile e a riconoscere i segnali di abuso e saper intervenire in modo efficace. Inasprire le normative, forse, non serve a risolvere il problema per cui è necessario un impegno collettivo per promuovere una cultura della prevenzione e della responsabilità. La sicurezza stradale non deve dipendere solo dalle leggi e dai divieti ma anche dalla consapevolezza individuale e collettiva sui reali pericoli dell'alcol.