Influenza Aviaria: cosa sta succedendo e chi sono i soggetti a rischio

Scopri cosa sta succedendo con l'influenza aviaria e quali sono i soggetti più a rischio. Approfondimenti su prevenzione e impatti per la salute.

Sommario

  1. Influenza aviaria: qual è la situazione attuale
  2. Cos'è l'influenza aviaria e come si manifesta
  3. La storia dell'influenza aviaria
  4. Soggetti a rischio e motivi di vulnerabilità
  5. Rischiamo una nuova pandemia?
  6. Misure e strategie di prevenzione

L'influenza aviaria continua a essere una minaccia significativa per la salute animale e, potenzialmente, per quella umana. Negli ultimi anni, il virus ha mostrato una diffusione preoccupante, con nuovi focolai in diverse regioni del mondo che coinvolgono milioni di volatili e casi isolati di trasmissione all'uomo. Vediamo qual è la situazione attuale, ripercorrendo la storia dell'influenza aviaria e riflettendo sul rischio di una possibile pandemia, individuando i soggetti più a rischio e le misure di prevenzione adottate.

Influenza aviaria: qual è la situazione attuale

Secondo i dati più recenti, il ceppo H5N1 rimane il principale responsabile dell'influenza aviaria, con una diffusione globale senza precedenti. Negli ultimi mesi, sono stati segnalati nuovi focolai in diversi Paesi:

  • Stati Uniti: nel gennaio 2025, il primo caso in un allevamento commerciale è stato rilevato in Georgia, con circa 45.000 polli colpiti. Inoltre, il Maryland ha registrato il suo primo focolaio di influenza aviaria in oltre un anno, con tre allevamenti commerciali infettati nella scorsa settimana, a seguito di recenti rilevamenti di H5N1 nel Delaware.
  • Europa: un focolaio ha coinvolto un allevamento vicino a Lisbona, in Portogallo, con oltre 55.000 volatili abbattuti. Nella prima metà di gennaio 2025, sono stati registrati 9 focolai di influenza aviaria in Veneto, tutti nel Veronese, riguardanti allevamenti di tacchini, galline ovaiole o pollame da carne. Dal mese di ottobre 2024, in Veneto si sono verificati 22 casi, distribuiti tra le province di Verona, Treviso e Venezia.
  • Asia e Africa: in Cambogia, è stato segnalato un decesso correlato all'influenza aviaria nel gennaio 2025. Altri casi sono stati riportati in Giappone, Vietnam e Sudafrica, con impatti devastanti sugli allevamenti locali.

Nonostante i protocolli di controllo e prevenzione, il virus continua a circolare, favorito dalle migrazioni degli uccelli selvatici e dalle condizioni intensive degli allevamenti.

Cos'è l'influenza aviaria e come si manifesta

L'influenza aviaria è una malattia infettiva causata da virus influenzali di tipo A che colpiscono principalmente gli uccelli, sia selvatici che domestici. Alcuni ceppi, come l'H5N1 e l'H7N9, hanno la capacità di infettare anche altre specie, inclusi i mammiferi e gli esseri umani.

I segni più frequenti negli animali

Negli uccelli, la malattia può presentarsi in due forme:

  • Forma lieve: provoca sintomi respiratori lievi, riduzione della deposizione di uova e piumaggio arruffato;
  • Forma grave: nota come influenza aviaria ad alta patogenicità (HPAI), causa emorragie interne, edema e mortalità elevata in tempi brevi.

I sintomi e le manifestazioni più note nell'uomo

Quando il virus infetta l'uomo, i sintomi possono variare da lievi a gravi e includono:

  • Febbre alta (>38°C);
  • Tosse e difficoltà respiratorie;
  • Dolori muscolari e mal di testa;
  • Congiuntivite (in alcuni ceppi);
  • Complicazioni gravi come polmonite virale e insufficienza respiratoria.

La diagnosi tempestiva è fondamentale per ridurre il rischio di esiti gravi, specialmente nei soggetti a rischio.

Leggi anche

La storia dell'influenza aviaria

L'influenza aviaria non è un fenomeno nuovo. Il primo grande allarme risale al 1997, quando il ceppo H5N1 fu identificato a Hong Kong. Da allora, il virus ha evoluto numerose varianti, causando ripetuti focolai a livello globale:

  • 2003-2006: durante questo periodo, l'H5N1 si diffuse rapidamente in Asia, Europa e Africa, causando l'abbattimento di milioni di volatili per contenere la diffusione. In parallelo, furono registrati casi umani con un tasso di mortalità del 60%, generando timori sulla possibilità che il virus evolvesse per trasmettersi facilmente tra le persone;
  • 2009: la pandemia influenzale H1N1, conosciuta come "influenza suina", distolse temporaneamente l'attenzione dall'H5N1, ma evidenziò l'importanza di monitorare le zoonosi;
  • 2013: la Cina affrontò un nuovo ceppo, H7N9, con casi umani che superarono i 1.500, di cui un terzo con esito fatale;
  • 2021-2022: una recrudescenza di H5N1 colpì il continente europeo, con un numero record di uccelli selvatici e allevati infettati.

Questi eventi dimostrano l'abilità del virus di adattarsi e sopravvivere, aumentando i timori di una futura pandemia.

 

Soggetti a rischio e motivi di vulnerabilità

La trasmissione all'uomo dell'influenza aviaria è rara, ma possibile in caso di stretto contatto con volatili infetti o ambienti contaminati. Secondo l'Istituto Superiore di Sanità, i soggetti più a rischio includono:

  • Lavoratori degli allevamenti: l'esposizione diretta a volatili infetti, secrezioni o deiezioni aumenta il rischio di contrarre il virus;
  • Veterinari e operatori sanitari: la manipolazione di animali malati o deceduti rappresenta una fonte significativa di esposizione;
  • Persone che vivono in prossimità di focolai attivi: la presenza di volatili infetti in ambienti domestici o rurali accresce la possibilità di contatto con il virus.

Il rischio per la popolazione generale rimane basso, ma ogni nuovo caso umano rappresenta un'opportunità per il virus di evolvere. Per questo, l'Organizzazione Mondiale della Sanità Animale (WOAH) sottolinea la necessità di controlli rigorosi e misure preventive nei contesti ad alto rischio.

Rischiamo una nuova pandemia?

Il rischio di una pandemia influenzale causata da un ceppo aviario è reale, anche se difficile da quantificare. Gli esperti sottolineano tre fattori chiave:

  1. Adattamento Virale: per diventare pandemico, il virus dovrebbe acquisire la capacità di trasmettersi facilmente da persona a persona, attraverso mutazioni o riassortimenti genetici;
  2. Interconnessione Globale: la globalizzazione facilita la rapida diffusione di patogeni emergenti;
  3. Resistenza Immunitaria: la popolazione mondiale ha una scarsa immunità preesistente contro i ceppi aviari, aumentando la vulnerabilità.

La storia recente della pandemia da COVID-19 ha mostrato quanto possa essere devastante un virus emergente. Sebbene l'influenza aviaria non rappresenti attualmente una minaccia di pari livello, la comunità scientifica deve restare vigile e far tesoro dell’esperienza appena passata.

Misure e strategie di prevenzione

Per contenere la diffusione dell'influenza aviaria, sono fondamentali azioni coordinate a livello locale e globale, come:

  • Biosicurezza negli allevamenti: mantenere gli animali al chiuso, limitare i movimenti e implementare rigorose misure igieniche;
  • Sorveglianza: monitorare i focolai e identificare tempestivamente le varianti emergenti:
  • Vaccinazione: sebbene non ancora largamente applicata, la vaccinazione del pollame potrebbe ridurre la circolazione del virus;
  • Educazione Pubblica: sensibilizzare la popolazione sui rischi e le misure preventive.

L'influenza aviaria rappresenta una minaccia persistente che richiede un impegno costante da parte della comunità internazionale. Sebbene il rischio di una nuova pandemia sia al momento limitato, la vigilanza è essenziale per prevenire scenari catastrofici. Gli insegnamenti della pandemia da COVID-19 devono guidare le strategie future, promuovendo una maggiore collaborazione tra governi, istituzioni sanitarie e ricerca scientifica.

Di: Viviana Franzellitti, giornalista - quotidianosanita.it

Argomenti correlati

News e approfondimenti che potrebbero interessarti

Vedi i contenuti

La soluzione digitale per i Professionisti Sanitari

Quotidiano Sanità Club

Contatti

Via G.Motta 6, Balerna CH
PEC: consulcesisa@legalmail.it

Social media