PDTA e interprofessionalità, l’importanza del mindset dei professionisti sanitari

I Percorsi Diagnostico Terapeutici Assistenziali spiegati in un ebook formativo da 10.5 crediti ECM

Sommario

  1. L’apporto del singolo professionista sanitario alle politiche di risk management
  2. Sicurezza delle cure e Risk Management
  3. L’importanza del mindset dei professionisti sanitari
  4. L’ebook formativo

I Percorsi Diagnostico Terapeutici Assistenziali (PDTA) sono la trasposizione pratica delle linee guida in ambito specifico all'interno di un'azienda sanitaria, considerando le risorse organizzative disponibili. La strutturazione di un PDTA implica una sequenza predefinita e coordinata di servizi sanitari erogati in ambulatorio, in ospedale o sul territorio. Si tratta di un approccio multidisciplinare coinvolgente diversi professionisti della salute, che richiede un'attenta gestione dei processi con metodologie "lean-agile" e "PDCA" (Plan-Do-Check-Act) per ottimizzare l'efficienza e l'efficacia nell'assistenza al paziente, riducendo al minimo gli sprechi e garantendo una prestazione di qualità.

L’apporto del singolo professionista sanitario alle politiche di risk management

La gestione del rischio clinico ha recentemente vissuto una rinascita, con l’adozione di nuove strategie innovative. Il concetto di Governo Clinico è stato ridefinito come un approccio integrato che coinvolge diverse realtà nel sistema sanitario, sia pubblico che privato. Questo approccio mette al centro della programmazione e della gestione delle attività assistenziali i bisogni dei cittadini, valorizzando contemporaneamente il ruolo e la responsabilità degli operatori sanitari.

Il Governo Clinico si concentra sull'analisi e sulla valutazione della qualità delle prestazioni all'interno dell'organizzazione sanitaria di riferimento. Un componente chiave è l'Audit Clinico, un processo volto al miglioramento della qualità attraverso la valutazione dei livelli di assistenza e l'attuazione di opportuni cambiamenti.

Le Linee Guida rappresentano un altro strumento fondamentale per l'implementazione del Governo Clinico. Esse forniscono raccomandazioni basate su evidenze scientifiche per promuovere la sicurezza e l'appropriatezza delle prestazioni sanitarie.

Inoltre, i Percorsi Assistenziali, che incorporano le Linee Guida e seguono precisi standard, sono essenziali per delineare il processo di assistenza per specifiche condizioni mediche, favorendo la comunicazione interdisciplinare e riducendo le confusioni nella pratica clinica.

L'elemento innovativo del Governo Clinico risiede nella comprensione che gli strumenti adottati devono essere supportati da una politica sanitaria globale e dal coinvolgimento di tutti i professionisti della salute per garantire una cultura di responsabilizzazione e miglioramento continuo della qualità.

La gestione del rischio richiede professionisti sanitari che seguano le Linee Guida più aggiornate e identifichino situazioni che possano minare la sicurezza dei pazienti, soprattutto in un contesto in cui le risorse umane sono limitate e i turni di lavoro stressanti.

Per sviluppare politiche di gestione del rischio efficienti, è essenziale il ruolo del Coordinatore, che promuove la prevenzione degli errori e crea condizioni organizzative per ridurre al minimo i rischi per pazienti e operatori sanitari.

Inoltre, un valido sistema di gestione del rischio pone la persona assistita al centro dell'attenzione, gestisce efficacemente le risorse umane, si avvale di un sistema informativo e informatico per misurare i risultati e favorisce una comunicazione aperta e efficace all'interno del team sanitario.

Sicurezza delle cure e Risk Management

Nel contesto normativo attuale, delineato dalla Legge n. 24/2017, si attribuisce una particolare importanza alla sicurezza delle cure, considerata come un prerequisito fondamentale per affrontare in modo appropriato le questioni legate alla responsabilità professionale nel settore sanitario.

In questo quadro normativo, sia le strutture sanitarie che i professionisti della salute, così come le persone assistite, hanno un interesse diretto nell'assicurarsi una copertura adeguata. Questo è fondamentale per gestire in modo equilibrato e congruo le controversie in cui viene contestata la presunta esistenza di una grave colpa.

Nella preparazione del modello di gestione dei sinistri, il Risk Manager della struttura sanitaria deve valutare diversi fattori, tra cui l'indice di sinistrosità, il costo medio dei sinistri liquidati, la durata media per l'apertura e la chiusura di una pratica di sinistro, e altri ancora. Inoltre, il Risk Manager deve esaminare l'organizzazione della struttura sanitaria e la sua capacità di adattarsi al modello prescelto di gestione dei sinistri.

La sicurezza delle persone assistite è un obiettivo prioritario per il Sistema Sanitario italiano. Tuttavia, gli strumenti tradizionali di gestione organizzativa si sono dimostrati insufficienti nel garantire adeguati livelli di sicurezza, come dimostrato dal numero elevato di eventi avversi segnalati nel tempo dai cittadini.

In questa nuova visione di gestione, il Risk Management diventa un processo continuo di identificazione, valutazione, trattamento e monitoraggio dei rischi. Diventa parte integrante della cultura del Governo Clinico e coinvolge tutti i professionisti della salute, permettendo loro di adottare strategie di prevenzione per ridurre gli errori nella pratica professionale.

È importante distinguere tra l'impresa sanitaria, il cui obiettivo principale è la tutela della salute delle persone assistite, e l'impresa assicurativa, il cui obiettivo principale è quello di fornire copertura assicurativa. Tuttavia, entrambe hanno un ruolo importante nel garantire la sicurezza delle cure e la responsabilità professionale nel settore sanitario.

La Legge n. 24/2017 rafforza l'obbligo assicurativo per le strutture sanitarie pubbliche e private. Tuttavia, esiste la possibilità di adottare altre misure simili, come un fondo rischi, per garantire la copertura assicurativa. La gestione dei fondi deve essere rigorosa ed equilibrata, considerando l'impatto sulle risorse destinate alle attività assistenziali della struttura sanitaria.

Inoltre, l'obbligo assicurativo si estende anche alla responsabilità civile dei singoli professionisti sanitari, sia dipendenti che liberi professionisti, e prevede azioni di rivalsa in caso di dolo o colpa grave.

La Legge n. 233 del 2021 ha rafforzato il legame tra formazione continua e assicurazione professionale obbligatoria per i professionisti della salute. L'efficacia delle polizze assicurative è condizionata all'assolvimento dell'obbligo formativo individuale, evidenziando l'importanza della formazione continua per garantire la qualità delle prestazioni sanitarie e ridurre i rischi per le persone assistite.

Infine, il mancato assolvimento dell'obbligo formativo ECM può avere conseguenze significative sul profilo professionale e sulle opportunità di carriera dei professionisti della salute, oltre a influenzare le procedure di selezione e reclutamento del personale da parte delle strutture sanitarie.

L’importanza del mindset dei professionisti sanitari

Oggi più che mai, la soddisfazione dell'assistito dipende dalla capacità dei diversi professionisti sanitari di collaborare efficacemente tra loro. Alla luce di quanto esaminato finora, il mindset dei professionisti sanitari svolge un ruolo fondamentale nelle politiche e nelle attività di prevenzione del rischio.

La prevenzione e il controllo dei rischi a tutela dei cittadini si realizzano attraverso la formazione e il potenziamento delle competenze dei professionisti sanitari, unitamente a una continua riflessione di natura deontologica. L'obiettivo è sia prevenire gli errori che rafforzare l'approccio culturale umanistico, incentrato sulla protezione e sulla valorizzazione di ogni assistito.

La consapevolezza degli operatori su un argomento così delicato e il coinvolgimento di tutti nel processo organizzativo e gestionale possono portare ai risultati desiderati, riducendo le situazioni dannose per l'integrità fisica e mentale dei cittadini e avvicinandosi costantemente alla migliore scienza ed esperienza attuale in tutti i settori relativi alla salute nel nostro Paese.

Formare e responsabilizzare i professionisti affinché seguano i protocolli e riducano i rischi significa agire preventivamente, evitando, in molti casi, il verificarsi del danno. È importante ricordare che il progresso culturale si manifesta nell'affermazione: "non criminalizzare nessuno, formare tutti per crescere insieme".

Responsabilizzazione, consapevolezza, competenza e condivisione del Governo Clinico sono gli elementi chiave del consolidamento culturale nel campo della sanità, dove l'errore - sempre possibile nella pratica professionale - diventa un'opportunità di riflessione comunitaria sulla qualità delle prestazioni fornite agli assistiti e un momento per rilanciare il sistema nel suo complesso.

Solo attraverso la sinergia di tutti i professionisti della salute è possibile creare le condizioni per il miglioramento continuo della qualità delle prestazioni. L'obiettivo non è solo garantire criteri di efficacia, scientificità e sicurezza, ma anche personalizzare e umanizzare l'assistenza, migliorando la comunicazione e la relazione con ogni singolo assistito.

La gestione del rischio clinico diventa quindi un patrimonio condiviso dei professionisti della salute, che consente loro di migliorare la qualità della pratica professionale individuale, coinvolgendoli attivamente in un processo di cura, programmazione e formazione. Si offre a ciascun operatore la possibilità di raggiungere una "autonomia responsabile", esprimendo il proprio livello di competenza e lavorando per il raggiungimento degli obiettivi di cura a vantaggio della popolazione, trasformando i vincoli organizzativi e normativi in opportunità di crescita personale e professionale.

L’ebook formativo

Sulla piattaforma Quotidiano Sanità Club è presente un ebook formativo dal titolo “PDTA e interprofessionalità: gestione efficace e responsabilità legale” (responsabili scientifici: Fernando Capuano, presidente Simedet; Massimo Mariano, dirigente medico presso PTA di Casoli; Roberto Virgili, presidente Sitap). Questo ebook approfondisce ulteriormente l’argomento già trattato in un altro corso presente su Quotidiano Sanità Club dal titolo “PDTA E interprofessionalità: dalla diagnostica molecolare alle pratiche inclusive”, e lo fa coinvolgendo molti professionisti della salute di varie discipline, oltre a fornire importanti e competenti contributi specifici per settori disciplinari. Mette poi in risalto l’aspetto collaborativo come valore interprofessionale espresso nei PDTA e l’esigenza che nella strutturazione di essi siano coinvolti tutti gli attori, partendo dal prendere in considerazione le esigenze del paziente a cui il PDTA si rivolge. L’ebook (dal valore di 10.5 crediti ECM) è composto dai seguenti interventi:

  • La presa in carico della fragilità sul territorio: i percorsi integrati di continuità assistenziale.
  • Nella rete dei servizi sociali e sanitari: Il modello organizzativo delle COT.
  • La responsabilità sanitaria di equipe: indicazioni operative per le professioni sanitarie.
  • L’apporto del singolo professionista sanitario alle politiche di risk management.
  • Il ruolo degli Ordini e degli Albi nei percorsi diagnostico terapeutici assistenziali.
  • Attacchi cyber contro la sanità: analisi del fenomeno e strategie di contrasto.
  • Lean management & PDTA.
Di: Arnaldo Iodice, giornalista - quotidianosanita.it

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