Paziente con sintomi aspecifici, colpevole il medico che non effettua tutti i controlli necessari

Secondo la Corte di Cassazione il medico che, nel caso in cui dovesse trovarsi ad assistere un paziente che presenta sintomi aspecifici, non prenda in considerazione tutti i possibili significati degli stessi, limitandosi a seguire solo una diagnosi, può essere ritenuto colpevole. È quanto sancisce la sentenza n. 30999/18.

 

 

Il caso

Il caso fa riferimento al decesso di un paziente in seguito alla rottura di un aneurisma cerebrale, avvenuto nel 2001. Il 12 giugno di quell’anno, l’uomo ebbe uno svenimento e, su indicazione del suo medico, si recò al Pronto soccorso, dove gli venne prescritta una solo una visita cardiologica ed il controllo della pressione. Il paziente tornò pochi giorni dopo nella stessa struttura, ed anche in questo caso non gli furono prescritti particolari accertamenti. Solo in seguito ad una emiparesi sinistra, il paziente fu sottoposto ad una TAC, e qui venne accertata la presenza di un ematoma intracranico causato dalla rottura di un aneurisma. Il paziente decedette in seguito all’operazione volta ad evacuare l’ematoma e chiudere le lesioni che questo aveva provocato. 

La moglie e i figli della persona deceduta ricorsero presso il Tribunale di Nuoro chiedendo un risarcimento per negligenza dell’ospedale nella gestione del paziente. Infatti la famiglia sostenne che il parente non fosse stato sottoposto a controlli sufficienti per comprendere di che natura fosse il problema. Tuttavia il Tribunale diede loro torto, così come la Corte d’Appello di Cagliari. Secondo i magistrati non c’era colpa nella condotta degli operatori sanitari. In particolare, la Corte d’Appello accertò che il paziente “non presentava segni o sintomi che indicassero chiaramente un evento emorragico cerebrale”. Ma così giudicando, la Corte d’appello è incorsa in un “vizio di sussunzione della fattispecie”: proprio l’aver accertato che i sintomi non erano chiari (e dunque non era chiara l’esistenza di un aneurisma sanguinante) avrebbe dovuto condurre la Corte a sancire la negligenza dei sanitari colpevoli di aver scartato a priori questa ipotesi senza disporre accertamenti specialistici. 

La sentenza è dunque stata giudicata illogica in diversi punti ed è stata cassata con rinvio alla Corte d’appello di Cagliari, la quale, nel riesaminare il caso, è giunta alla conclusione che quando sussistono sintomi aspecifici, il medico deve prendere scrupolosamente in considerazione tutti i loro possibili significati

Di: Redazione Quotidiano Sanità Club - quotidianosanita.it

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