Con l’avvio del nuovo anno è ufficialmente iniziato il triennio formativo Ecm 2026-2028, una fase che assume un valore strategico per l’intero comparto delle professioni sanitarie. Per molti iscritti, infatti, questo triennio rappresenta un’occasione straordinaria e irripetibile per sanare i debiti formativi accumulati negli anni precedenti e raggiungere finalmente la piena regolarità.
Triennio 26-28: l'ultima chiamata contro le sanzioni disciplinari
Come chiarito da Pierpaolo Pateri, vicepresidente del Cogeaps, in un’intervista rilasciata a Quotidiano Sanità, la scelta della Commissione è stata quella di offrire una possibilità concreta a chi intende rientrare nel sistema formativo, senza tuttavia introdurre alcuna forma di sanatoria automatica. Si tratta, ha sottolineato Pateri, di una misura eccezionale destinata a non essere ripetuta: è la prima volta che viene consentito un recupero di tale portata ed è anche l’ultima.
L’obiettivo è intercettare quei professionisti che, pur essendo attualmente fuori dal percorso Ecm, possono ancora essere ricondotti all’importanza dell’aggiornamento continuo, evitando le conseguenze previste dalla normativa vigente. Secondo i dati riportati da Federazioni e Ordini professionali — con differenze tra le varie categorie — la quota di professionisti non in regola si attesta intorno al 20%, con punte che in alcuni ambiti raggiungono il 30%. Una percentuale significativa, che rende il tema sempre più urgente.
Dal 2029, infatti, entreranno pienamente in vigore le sanzioni disciplinari previste dai regolamenti delle singole Federazioni: si va dall’avvertimento scritto fino a provvedimenti ben più incisivi, come la sospensione dall’esercizio professionale o la cancellazione dall’albo. Il recupero dei debiti formativi diventa quindi decisivo anche in chiave di tutela della carriera, considerando che aziende sanitarie e ospedali monitorano costantemente la posizione Ecm degli iscritti e che la partecipazione ai concorsi è subordinata alla regolarità formativa.
Crediti compensativi e trienni precedenti: la procedura
Accanto ai 150 crediti richiesti per il triennio 2026-2028, al netto di bonus ed eventuali esenzioni, viene offerta ai professionisti sanitari la possibilità di acquisire crediti compensativi per colmare le carenze riferite ai trienni 2014-2016, 2017-2019 e 2020-2022. Tale possibilità è stata formalizzata con la delibera n. 1/25 del 3 luglio 2025 della Commissione Ecm, che definisce anche le modalità operative per il riconoscimento dei crediti di recupero.
Il sistema prevede due differenti meccanismi di riallocazione dei crediti in surplus.
- Il primo è di tipo manuale e può essere gestito direttamente dal professionista tramite la piattaforma Cogeaps: consente di spostare i crediti eccedenti maturati entro il 31 dicembre 2025 dal triennio 2023-2025 a quello 2020-2022. Questa operazione dovrà essere completata entro il 30 giugno 2026.
- Il secondo meccanismo è automatico e sarà attivato direttamente dalla piattaforma Cogeaps al termine del triennio 2026-2028: i crediti compensativi acquisiti nel corso del triennio verranno distribuiti sui trienni precedenti (a partire dal 2014) nei quali il professionista risulti ancora inadempiente.
Per pianificare correttamente il percorso di recupero, i professionisti sono invitati a verificare la propria posizione formativa, attuale e pregressa, accedendo alla piattaforma Cogeaps e strutturando un piano Ecm che includa anche le attività necessarie a colmare i debiti accumulati. Potranno quindi completare il proprio fabbisogno normativo regolare (relativo al triennio 26-28) e poi organizzare il recupero dei crediti pregressi sfruttando i tre anni a disposizione in maniera piena e favorevole.
La delibera, ha ricordato Pateri, è stata approvata all’unanimità dai rappresentanti di tutte le professioni sanitarie e non deve essere interpretata come un precedente strutturale: al termine del 2028 sarà chiaro chi ha scelto di rientrare nel sistema e chi, al contrario, avrà deciso di restarne fuori.
Assicurazioni e conseguenze nel 2026
A partire dal 1° gennaio 2026, inoltre, i professionisti che non abbiano raggiunto almeno il 70% del fabbisogno formativo relativo al triennio 2023-2025 potranno andare incontro al rifiuto della copertura assicurativa in caso di contenzioso, come previsto dal decreto attuativo della Legge Gelli-Bianco. Un ulteriore elemento che rafforza il legame tra formazione continua, esercizio professionale e tutela assicurativa.
Il 2026 segna dunque un passaggio cruciale: la formazione Ecm deve tornare al centro dell’attività professionale. Ordini e Federazioni hanno manifestato piena disponibilità a supportare i professionisti nella gestione e nel recupero dei crediti. A questa che viene definita a tutti gli effetti un’“ultima chiamata”, il sistema si attende una risposta significativa.