Sanità, indagine Anaao: donne medico bocciano organizzazione Ssn

Sommario

  1. La survey
  2. Insoddisfazione e delusione per il proprio lavoro: stanchezza, demotivazione e burnout
  3. Fondamentale migliorare organizzazione lavoro, ecco come
  4. Politiche di conciliazione casa-lavoro non sufficienti
  5. La situazione durante la pandemia

Donne medico e dirigenti sanitarie deluse e insoddisfatte dall'attuale organizzazione del Servizio sanitario nazionale. È quanto emerge da una survey condotta ad aprile 2022 dal sindacato dei medici dirigenti Ssn Anaao Assomed, presentata a Roma alla IV Conferenza nazionale donne Anaao. Professioniste che chiedono a gran voce un Servizio sanitario nazionale basato su umanizzazione, sia delle cure che dell'organizzazione, meritocrazia ed equità, conciliazione vita/lavoro, formazione e condivisione.

La survey

Il questionario anonimo rivolto alle donne del Ssn è stato condiviso con le iscritte Anaao Assomed attraverso la piattaforma SurveyMonkey tra il 9 marzo e il 14 aprile 2022, e ha raccolto 1.668 risposte tra partecipanti di età compresa fra i 26 e i 70 anni (età media 49 anni), la maggior parte convivente o sposata (69%), con figli (57%). La maggior parte delle partecipanti ha un'anzianità di servizio di oltre 15 anni (54%), appartiene a un'area di specializzazione medica (60%) con un contratto a tempo indeterminato (92%) e lavoro a turni (60%).

Insoddisfazione e delusione per il proprio lavoro: stanchezza, demotivazione e burnout

La maggioranza delle risposte segnala insoddisfazione e delusione per il proprio lavoro (51,8%), con aspettative peggiorate nel 65% dei casi. Il 37%, tuttavia, si vede nel lavoro attuale anche nel prossimo futuro, prevalentemente perché lo ama (55,7%), una modesta maggioranza rispetto a chi segnala la prossima intenzione di cambiare mestiere. Tra le motivazioni addotte da quest'ultimo gruppo prevale l'insoddisfazione per le condizioni di lavoro (carenza di personale, disorganizzazione, carichi di lavoro, scelte aziendali, clima lavorativo, 35,7%), la stanchezza, la demotivazione e il burnout con la percezione di non essere più in grado di gestire il proprio lavoro (24,7%), e anche l'assenza di sviluppo professionale (14,9%). E ancora, tra le criticità emergono aspetti legati alla distanza percepita tra le scelte organizzative e le necessità degli operatori (22,6%), l'eccessivo carico di lavoro (19,2%) e la carenza di personale (17,9%), l'impossibilità di conciliare i tempi relativi al lavoro e alla propria vita privata (16,7%).

Fondamentale migliorare organizzazione lavoro, ecco come

La maggioranza delle intervistate - riporta una nota Anaao - ritiene fondamentale migliorare l'organizzazione del lavoro attraverso l'aumento del personale, la riduzione dei carichi, orari più flessibili, turnistiche di reperibilità, notturne e festive ridotte, possibilità di usufruire di riposi e ferie, una riduzione del carico burocratico, un aumento della retribuzione e del tempo adeguato alla propria formazione professionale.

Politiche di conciliazione casa-lavoro non sufficienti

La stragrande maggioranza (93%) ritiene le attuali politiche di conciliazione casa-lavoro non sufficienti a rendere il proprio lavoro più soddisfacente, in quanto soluzioni marginali o lontane dalle reali necessità. Viene anche denunciato come le tutele esistenti spesso non vengono praticate e che chi le richiede sia spesso esposto a emarginazioni e discriminazioni da parte dei superiori e - talvolta - anche dai colleghi stessi.

La situazione durante la pandemia

“Quanto alla pandemia da Covid-19 – spiega il sindacato –, la componente femminile del personale sanitario, per quantità e qualità è stata un'imprescindibile risorsa. L'esperienza sul campo ha dimostrato che alle professioniste non servono patenti di leadership per assicurare l'assistenza fin nella più periferica postazione, organizzando e adattando conoscenze e abilità a ciò che bisognava fronteggiare. Ciò nonostante, la non rara inadeguatezza del sistema manageriale. In proposito, dall'indagine è emerso che il 58% delle partecipanti giudica la catena di comando rispetto a Covid inadeguata e priva di effetti sul proprio lavoro (66%), e riterrebbe utile un confronto tra la direzione organizzativa e i professionisti per analizzare le criticità”. 

Di: Redazione Quotidiano Sanità Club - quotidianosanita.it

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