Le infezioni correlate all'assistenza (ICA) sono state definite dagli esperti come un'urgenza medico-legale, legata agli aspetti di risk management per le aziende sanitarie. Abbiamo intervistato il prof. Raffaele La Russa, associato di medicina legale all'Università di L'Aquila. "Negli ultimi 5 anni abbiamo avuto un assedio di richieste di risarcimento danni e giudizi civili contro le strutture sanitarie per l’insorgenza di infezioni correlate all’assistenza", ha spiegato. Questo perché in una prima fase la magistratura e il medico legale hanno evidenziato l’insorgenza di un’ICA senza dare anche delle informazioni utili al giudice, quali le attività correlate alla prevenzione che invece era necessario che venissero palesate nelle consulenze e quindi avessero poi dei riflessi giuridici nelle sentenze stesse. Ciò ha provocato una serie di sentenze anche catastrofali come importo, che hanno visto in difficoltà serie le strutture sanitarie. Mentre negli ultimi anni la giurisprudenza ha attenuato il grado di colpa nei confronti della struttura sanitaria perché ha individuato un quesito più preciso dato al Consulente tecnico d’ufficio (CTU) che deve adesso non solo certificare che sia una ICA ma deve anche andare a esprimersi in merito alle procedure, alle misure di prevenzione, ai corsi di formazione, dando la possibilità alla struttura di difendersi in quanto quella contratta è una infezione prevedibile ma non prevenibile. Ciò che differenzia una infezione risarcibile da una che non deve essere risarcita.
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05 febbraio 2024
Infezioni correlate all'assistenza: una questione anche legale
05 febbraio 2024
Le infezioni correlate all'assistenza sono anche un rischio medico-legale, oltre che un rischio sanitario. Con il prof. La Russa esaminiamo l'impatto sulle strutture ospedaliere e ambulatoriali.
Di: Gloria Frezza, giornalista professionista