Il soccorso in mare è un ambito assistenziale specifico caratterizzato da particolari sfide che i soccorritori devono affrontare per operare in modo sicuro ed efficace. Per effettuare questo tipo di operazioni è necessario possedere specifiche competenze tecniche, organizzative e gestionali, ma anche competenze sanitarie (come algoritmi terapeutici e procedure di trattamento) e abilità non tecniche (come gestire lo stress emotivo in situazioni pericolose).
Questione migranti, la situazione attuale
Al 27 febbraio 2024 sono 4.458 i migranti sbarcati a partire dal primo gennaio. Un dato molto inferiore a quello dello scorso anno (quando in neanche due mesi ne erano sbarcati 14.428) e più basso anche di due anni fa (dal primo gennaio al 27 febbraio 2022 erano arrivati sulle coste italiane 5.474 migranti). Sono questi gli ultimi dati del cruscotto statistico giornaliero del Ministero dell’Interno.
Ma nell’anno finito due mesi fa la situazione era molto più pesante di quella attuale: nel 2023 sono infatti sbarcati in Italia circa 158mila migranti (il 50% in più rispetto al 2022 e oltre il 130% di più rispetto al 2021). In crescita anche gli arrivi di minori non accompagnati, che si sono assestati sui 17mila (+23% rispetto al 2022 e +72% rispetto al 2021). I principali Paesi di origine sono stati: Guinea (18mila), Tunisia (17mila), Costa d’Avorio (16mila), Bangladesh (12mila), Egitto (11mila) e Siria (10mila).
A fine anno si contavano circa 139mila presenze in accoglienza, tra Centri di Accoglienza Straordinaria (circa 103mila), Sistema di Accoglienza e Integrazione (circa 35mila) e Hotspot (poco più di un migliaio). Le Regioni con il più alto numero di presenze erano Lombardia (18mila), Emilia-Romagna (13mila), Piemonte (12mila), Lazio (12mila) e Campania (11mila).
È evidente dunque che l’Italia, a causa della sua posizione nel Mediterraneo, non sarà mai al riparo da un fenomeno del genere, così massiccio e drammatico. È per questo che c’è bisogno di personale adeguatamente formato che possa intervenire tempestivamente e in maniera corretta al fine di salvare quante più vite possibile.
Il Cisom (Corpo italiano di soccorso dell’Ordine di Malta) organizza percorsi formativi di Alta formazione per il soccorso in mare, rivolto a personale medico e infermieri per la formazione alle missioni Cisom nel mar Mediterraneo. Questo corso è basato su lezioni frontali ed esercitazioni su simulatori per le manovre salvavita da eseguire a bordo di imbarcazioni o mezzi aerei impiegati nel soccorso nelle acque del Mediterraneo (SAR) a fianco di Guardia di Finanza e Guardia Costiera. Ma non è l’unico percorso formativo, ne esiste un corso base per diventare addetto al primo soccorso e un corso specialistico per diventare soccorritore Cisom.
L’importanza delle competenze non tecniche (non-technical skills)
Quando si parla di competenze non tecniche (non-technical skills) si fa riferimento ad abilità a livello cognitivo, comportamentale e interpersonale che non sono specifiche dell’expertise di una sola professione, ma che sono ugualmente importanti per la riuscita delle pratiche operative. Queste qualità sono, in sostanza, complementari alle competenze di carattere tecnico e contribuiscono all’attivazione di performance più sicure ed efficaci.
Restando in tema di formazione, queste comprendono:
Leadership: Ottimale utilizzo dell’autorità, pianificazione e definizione delle priorità, gestione dei carichi di lavoro e delle risorse. Parliamo dunque dell’insieme di funzioni di proprietà del gruppo che dovrebbero essere distribuite ai membri. Il leader più efficace crea le condizioni per favorire la possibilità che i membri del gruppo svolgano alcune funzioni del leader. I problemi del gruppo richiedono una risoluzione dei problemi di gruppo partecipativa. I leader creano le condizioni in cui tutti i membri del gruppo si sentono sicuri di comunicare le proprie idee e i loro sentimenti. I leader centrati sul gruppo stabiliscono un modello di ascolto empatico e trasmettono l’idea di accettazione della comunicazione dei membri.
Teamworking: La capacità di supportare gli altri membri del gruppo, di risolvere i possibili conflitti, di scambiare informazioni e di coordinare le diverse attività. Passaggio da insieme di individui che si ritrovano più o meno spontaneamente a squadra come insieme di persone che ricoprono ruoli specifici e che interagiscono tra di loro per il raggiungimento di un obiettivo definito ed esplicito.
Comunicazione efficace: Scambio di informazioni chiare, modelli interattivi, ascolto attivo, intenzione e significazione. Identificazione delle possibili barriere del processo comunicativo.
Consapevolezza situazionale: La capacità di raccogliere le informazioni e di interpretarle correttamente per anticipare i possibili scenari futuri. Ecco una serie di domande che è utile porsi: quanto conosco il contesto? Ci sono fonti accreditate che possono descriverlo? Ho effettuato esercitazioni pratiche? Sono pronto ad affrontare differenze tra aspettative professionali e realtà?
Gestione dello stress: Capacità di identificare correttamente gli eventuali sintomi dello stress, di riconoscerne gli effetti e di implementare le più efficaci strategie di adattamento. Possibili domande da porsi: ho riposato abbastanza? Il mio ruolo professionale nel contesto è sufficientemente chiaro e riconosciuto? Conosco il mio Eustress (stress funzionale, può essere positivo o negativo e consente un’ottima prestazione? Sono pronto ad affrontare differenze tra aspettative e realtà?
Decision making: La capacità di adeguata definizione dei problemi, di considerare le diverse opzioni e di selezionare e porre in essere le più competenti rispetto a risorse e contesto. Domande da porsi: mi sono già imbattuto in questo problema? Ci sono procedure evidence based da adottare con le risorse che ho? Ho fatto esercitazioni su problematiche analoghe? Sono pronto ad affrontare differenze tra aspettative professionali e realtà?
Il corso di formazione FAD
Sulla piattaforma Quotidiano Sanità Club è presente il corso di formazione “Soccorso in mare: gestione efficace e in sicurezza delle emergenze” (responsabile scientifico: dottor Andrea Andreucci, presidente Siiet) dal valore di 4,5 crediti ECM. All’interno del corso vengono fornite conoscenze su: sistemi di soccorso in mare; organizzazioni istituzionali e non che interagiscono e si coordinano in tali contesti; modalità per trarre in salvo vite umane e prestare loro gli adeguati soccorsi in condizioni di estrema difficoltà logistica; tecniche di supporto psicologico, al fine di gestire il forte carico emotivo conseguente all’operare in tali contesti con l’obiettivo di trasmettere al professionista l’importanza di operare in scenari di soccorso in mare sempre con efficacia e in sicurezza.
Al termine del corso i partecipanti avranno acquisito conoscenze di base in merito a: organizzazione e gestione dei sistemi di soccorso in mare; percorsi formativi da eseguire e superare per poter operare nei contesti di soccorso in mare; organizzazione e gestione dei sistemi di soccorso a migranti nonché dei sistemi di accoglienza e di assistenza a terra; tecniche di supporto psicologico per la gestione dello stress e del carico emotivo generato dalle operazioni in ambiente pericoloso.