Pediatri di famiglia, rinnovo dell’accordo: aumenti e più integrazione nella sanità territoriale

Intesa per oltre 6.200 medici e 6 milioni di assistiti, con incremento del 5,78%. La Conferenza Stato-Regioni vara anche riforme strategiche per il sistema sanitario. Dalla Fimp: “Ora attuazione concreta e omogenea sui territori”.

Sommario

  1. Pediatri e territorio: verso una sanità più integrata
  2. D’Avino (Fimp): “Il rinnovo è solo l’inizio”

La Conferenza Stato-Regioni ha di recente dato il via libera a una serie di provvedimenti strategici per il sistema sanitario italiano. Approvati il riordino degli Irccs, l’aggiornamento del Fascicolo sanitario elettronico e i piani su vaccini ed emergenze epidemiche 2026-2030. Dalla Conferenza Unificata è arrivato inoltre l’ok al Piano per la non autosufficienza, con quasi 3 miliardi di euro in tre anni per sostenere le fasce più fragili. Ma tra le novità spicca il rinnovo dell’Accordo collettivo nazionale dei pediatri di libera scelta 2022-2024, che coinvolge oltre 6.200 medici e circa 6 milioni di assistiti, con un aumento salariale del 5,78%.

Pediatri e territorio: verso una sanità più integrata

Il rinnovo dell’Accordo collettivo nazionale rappresenta un passaggio atteso per la pediatria di famiglia e rafforza il ruolo dei medici nel nuovo modello di assistenza territoriale. Non si tratta solo di un aggiornamento economico, ma di una ridefinizione strategica che punta sull’integrazione tra professionisti e servizi, soprattutto attraverso le Case della Comunità e le Aggregazioni Funzionali Territoriali.

Marco Alparone, Presidente del Comitato di settore Regioni-Sanità, ha dichiarato che con l’intesa “chiudiamo positivamente la stagione dei rinnovi contrattuali della medicina convenzionata. Dopo i medici di medicina generale e gli specialisti ambulatoriali, anche i medici pediatri possono beneficiare di una cornice contrattuale aggiornata che prevede adeguamenti retributivi, welfare e tutele aggiuntive”. Il messaggio è questo: la pediatria di famiglia deve diventare un pilastro della sanità di prossimità, capace di rispondere in modo più efficace ai bisogni di bambini e famiglie. Tuttavia, la vera sfida sarà l’applicazione concreta sui territori, evitando disomogeneità regionali e garantendo un’integrazione reale nei nuovi modelli organizzativi.

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D’Avino (Fimp): “Il rinnovo è solo l’inizio”

Dal fronte dei pediatri emerge una posizione chiara: soddisfazione, ma anche richiesta di concretezza. “L’intesa raggiunta in Conferenza Stato-Regioni sul rinnovo dell’Accordo collettivo nazionale della Pediatria di Famiglia per il triennio 2022-2024 rappresenta un passaggio importante per i Pediatri di Famiglia italiani. Si chiude così un percorso atteso dalla nostra professione, per cui ringraziamo il Presidente del Comitato di Settore Regioni-Sanità, Marco Alparone, per il lavoro di sintesi e di mediazione istituzionale che ha consentito di portare a compimento l’iter, valorizzando il ruolo della Pediatria di Famiglia nel nuovo assetto dell’assistenza territoriale”, ha dichiarato Antonio D’Avino, Presidente nazionale della Federazione Italiana Medici Pediatri (Fimp). “Ora è fondamentale tradurre rapidamente questo quadro nella piena operatività, attraverso un’applicazione omogenea a livello regionale, il rafforzamento delle Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT) e il concreto coinvolgimento dei Pediatri di Famiglia nelle Case di Comunità. Il Pediatra di Famiglia è un presidio essenziale di prossimità per bambini, adolescenti e famiglie. Per questo – conclude D’Avino – il rinnovo va considerato non come un punto di arrivo, ma come la base per consolidarne funzione, integrazione e prospettiva nel servizio sanitario territoriale”.

Di: Arnaldo Iodice, giornalista

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