Rivedere il Disegno di legge sull’Autonomia differenziata che, presentato dal Ministro per gli Affari Regionali Roberto Calderoli, arriverà sul tavolo del Consiglio dei Ministri. È questo l’appello che il Presidente della FNOMCeO, l’Ordine nazionale dei Medici, Filippo Anelli, rivolge alla politica.
“Tutte le persone sono uguali davanti alla Repubblica – esordisce Anelli – come recita benissimo l’articolo 3 della Costituzione, che dichiara che ogni persona è uguale per lo Stato, senza distinzione alcuna, senza differenza di censo, di stato, di opinione, di lingua, di religione, di sesso e così via. E anche per la salute vale la stessa questione: ad. ogni persona presente sul territorio nazionale, lo Stato, la Repubblica garantisce il diritto alla salute. Orbene, il testo che è stato presentato sull’autonomia differenziata, che esalta ovviamente il ruolo delle Regioni, rischia di non essere un testo che aiuta a colmare le differenze che, purtroppo, esistono sul territorio nazionale, le disuguaglianze in tema di salute”.
Disuguaglianze che, storicamente consolidate sul nostro territorio, sono state esacerbate dalla pandemia: secondo un recente studio di Save The Children, un neonato di Firenze ha un’aspettativa di vita di quasi quattro anni in più rispetto a uno di Caltanissetta. Mentre un bambino nato nel 2021 in provincia di Bolzano ha una speranza di vivere in buona salute per 67,2 anni, contro i 54,2 di uno nato in Calabria.
“Noi tutti abbiamo giurato – continua – come professionisti, come medici, all’inizio del nostro lavoro, di considerare le persone tutte uguali, ma le differenze che ci sono in termini di sopravvivenza tra Nord e Sud, tra centro e periferia di una città, tra ricchi e poveri rendono questa. nostra aspirazione difficile”.
“Ecco – conclude il presidente dei medici italiani – noi chiediamo alla politica di rivedere quel testo, di considerare, prima di partire, rispetto all’autonomia, di colmare le differenze: di colmare le differenze di accesso al servizio sanitario nazionale, di modificare gli indici che danno per privilegiati quelli che, per luogo di nascita o di residenza, hanno una possibilità di sopravvivenza maggiore rispetto a quelli che vivono in aree geografiche più disagiate e che invece hanno un’aspettativa di vita e di salute molto più bassa”.
Verso il nuovo Codice deontologico
Quattro gruppi di lavoro, dedicati ad altrettante aree di riforma del Codice di Deontologia medica: i diritti fondamentali, la comunicazione, le nuove tecnologie, la responsabilità, autonomia e rischio clinico. A individuarli, la Consulta deontologica nazionale, coordinata da Pierantonio Muzzetto, della Federazione degli Ordini dei Medici Chirurghi degli Odontoiatri, insieme al Board interdisciplinare di deontologia.
I gruppi di lavoro si riuniranno più volte da febbraio a giugno, per raccogliere le proposte di riforma del Codice, da presentare poi in un Convegno a metà luglio. Obiettivo: indicare i contenuti essenziali, le problematiche, le necessità di riforma del Codice; e confrontare tali profili con l’edizione vigente, per integrarne, valorizzarne, modificarne i contenuti. Alla Consulta spetterà poi il compito di riscrittura, sempre confrontandosi con il board e con la società civile. Il nuovo testo potrebbe essere pronto per la fine del 2024.
“Il nuovo Codice sarà incentrato sui diritti fondamentali dei cittadini– spiega il presidente Anelli – che sono garantiti dalla definizione dei doveri del medico, e di quei suoi diritti che sono funzionali alla tutela di quelli degli assistiti. Ad esempio, il diritto del medico ad esercitare in sicurezza è funzionale alla sicurezza delle cure. Vogliamo innestare alcune novità sull’impianto, ancora valido, del Codice vigente, per meglio garantire tali diritti”.
“Dal convegno di novembre – conclude – sono emerse quattro direttrici sulle quali lavorare: i ‘nuovi’ diritti, come l’autodeterminazione, il pluralismo culturale, la libertà della ricerca e della scienza; la comunicazione, intesa come rapporto medico paziente, con le altre professioni, e con l’esterno; le nuove tecnologie, tra le quali l’intelligenza artificiale, la robotica, la telemedicina; e la responsabilità, autonomia e rischio clinico, che riguarda, tra le altre cose, il conflitto di interesse e il rapporto tra il Codice e la Legge. Si tratta di tematiche che riguardano non solo i medici, ma l’intera società civile. Per questo abbiamo voluto affrontarle aprendoci al confronto con giuristi, ricercatori, rappresentanti dei cittadini, giornalisti”.
Federazioni e Ordini incontrano Schillaci: ecco come rilanciare l’assistenza sanitaria e sociosanitaria
Federazioni e Consigli nazionali degli Ordini delle professioni sociosanitarie (medici e odontoiatri, infermieri, farmacisti, tecnici sanitari e professionisti della riabilitazione e della prevenzione, fisioterapisti, chimici e fisici, medici veterinari, psicologi, assistenti sociali, ostetriche, biologi) hanno incontrato per la seconda volta il Ministro della Salute Orazio Schillaci.
Tra i diversi temi generali affrontati, che saranno successivamente oggetto di approfondimento in incontri ad hoc con le singole professioni, al primo posto c’è la regolamentazione degli incontri del Tavolo permanente delle Federazioni e Consigli sanitari e sociosanitari, perché possa avere un ruolo non solo propositivo, ma anche di programmazione strutturale degli interventi necessari al miglioramento e alla garanzia dell’assistenza ai cittadini.
Poi, una velocizzazione dei lavori della CCEPS, la Commissione Centrale per gli Esercenti le Professioni sanitarie, organo di giurisdizione speciale, istituito presso il ministero, che esamina i ricorsi presentati dai professionisti sanitari contro i provvedimenti dei rispettivi Ordini. Tra questi, le sanzioni disciplinari, che non possono essere applicate sino a che i ricorsi sono pendenti.
Tra gli argomenti da sviluppare, l’insediamento della Commissione Nazionale Formazione Continua (ECM): il suo ruolo rispetto alla proroga di un anno del triennio formativo, prevista nel decreto “Milleproroghe”, e la definizione di forme di premialità per chi è in regola con l’acquisizione dei crediti.
Particolare urgenza è stata posta sul tema della grave carenza di professionisti, soprattutto di infermieri, di medici specialisti e farmacisti, rispetto alla quale si dovranno definire azioni non solo sul reclutamento, ma anche per l’incremento dell’attrattività delle professioni sanitarie in generale e del loro impiego nel Servizio sanitario nazionale.
Dovrà poi essere sviluppato il discorso dell’assistenza domiciliare, in virtù dei mutati bisogni e dei cambiamenti demografici, così come il problema di ricoveri e accessi impropri, con nuovi modelli organizzativi da adottare e adattare in ospedali, pronto soccorso e sul territorio, anche con il coinvolgimento della rete delle farmacie aperte al pubblico.
Tra i temi centrali, quello dei farmaci innovativi, dei tetti di spesa riferiti ad analisi ed esami diagnostici, soprattutto in funzione della revisione dei Livelli essenziali di assistenza (LEA) e del relativo finanziamento.
Uno spunto di riflessione innovativo è stato quello relato all’intelligenza artificiale e ai suoi risvolti etici, perché nell’assistenza la tecnicalità e l’efficienza del progresso tecnologico non possono, secondo le professioni, sostituire la sensibilità e la capacità selettiva verso il singolo assistito e soprattutto non possono supplire l’indispensabile rapporto che deve esserci tra professionista sociosanitario e persona, anche secondo ciò che dettano i singoli Codici deontologici, affinché sia efficace il rapporto di cura.
Federazioni, Ordini e Ministero analizzeranno anche il tema della revisione dei profili professionali e di alcuni profili a livello accademico e del sistema delle lauree abilitanti e, alla luce delle necessità assistenziali e dei recenti fatti di cronaca, le problematiche relative alla gravidanza e ai primi mille giorni di vita.
Particolare impulso sarà dato, poi, a campagne di prevenzione e per l’educazione e la sicurezza alimentare. Allo studio anche una campagna ministeriale di comunicazione specifica sulla violenza ai danni del personale, tema ritenuto essenziale e trasversale a tutte le professioni, che hanno chiesto un rilancio dell’Osservatorio nazionale, con maggiori poteri e possibilità di azione.
Infine, è stata condivisa la necessità di introdurre semplificazioni amministrative negli adempimenti professionali.
Verso il nuovo Codice deontologico
Quattro gruppi di lavoro, dedicati ad altrettante aree di riforma del Codice di Deontologia medica: i diritti fondamentali, la comunicazione, le nuove tecnologie, la responsabilità, autonomia e rischio clinico. A individuarli, la Consulta deontologica nazionale, coordinata da Pierantonio Muzzetto, della Federazione degli Ordini dei Medici Chirurghi degli Odontoiatri, insieme al Board interdisciplinare di deontologia.
I gruppi di lavoro si riuniranno più volte da febbraio a giugno, per raccogliere le proposte di riforma del Codice, da presentare poi in un Convegno a metà luglio. Obiettivo: indicare i contenuti essenziali, le problematiche, le necessità di riforma del Codice; e confrontare tali profili con l’edizione vigente, per integrarne, valorizzarne, modificarne i contenuti. Alla Consulta spetterà poi il compito di riscrittura, sempre confrontandosi con il board e con la società civile. Il nuovo testo potrebbe essere pronto per la fine del 2024.
“Il nuovo Codice sarà incentrato sui diritti fondamentali dei cittadini– spiega il presidente Anelli – che sono garantiti dalla definizione dei doveri del medico, e di quei suoi diritti che sono funzionali alla tutela di quelli degli assistiti. Ad esempio, il diritto del medico ad esercitare in sicurezza è funzionale alla sicurezza delle cure. Vogliamo innestare alcune novità sull’impianto, ancora valido, del Codice vigente, per meglio garantire tali diritti”.
“Dal convegno di novembre – conclude – sono emerse quattro direttrici sulle quali lavorare: i ‘nuovi’ diritti, come l’autodeterminazione, il pluralismo culturale, la libertà della ricerca e della scienza; la comunicazione, intesa come rapporto medico paziente, con le altre professioni, e con l’esterno; le nuove tecnologie, tra le quali l’intelligenza artificiale, la robotica, la telemedicina; e la responsabilità, autonomia e rischio clinico, che riguarda, tra le altre cose, il conflitto di interesse e il rapporto tra il Codice e la Legge. Si tratta di tematiche che riguardano non solo i medici, ma l’intera società civile. Per questo abbiamo voluto affrontarle aprendoci al confronto con giuristi, ricercatori, rappresentanti dei cittadini, giornalisti”.
Federazioni e Ordini incontrano Schillaci: ecco come rilanciare l’assistenza sanitaria e sociosanitaria
Federazioni e Consigli nazionali degli Ordini delle professioni sociosanitarie (medici e odontoiatri, infermieri, farmacisti, tecnici sanitari e professionisti della riabilitazione e della prevenzione, fisioterapisti, chimici e fisici, medici veterinari, psicologi, assistenti sociali, ostetriche, biologi) hanno incontrato per la seconda volta il Ministro della Salute Orazio Schillaci.
Tra i diversi temi generali affrontati, che saranno successivamente oggetto di approfondimento in incontri ad hoc con le singole professioni, al primo posto c’è la regolamentazione degli incontri del Tavolo permanente delle Federazioni e Consigli sanitari e sociosanitari, perché possa avere un ruolo non solo propositivo, ma anche di programmazione strutturale degli interventi necessari al miglioramento e alla garanzia dell’assistenza ai cittadini.
Poi, una velocizzazione dei lavori della CCEPS, la Commissione Centrale per gli Esercenti le Professioni sanitarie, organo di giurisdizione speciale, istituito presso il ministero, che esamina i ricorsi presentati dai professionisti sanitari contro i provvedimenti dei rispettivi Ordini. Tra questi, le sanzioni disciplinari, che non possono essere applicate sino a che i ricorsi sono pendenti.
Tra gli argomenti da sviluppare, l’insediamento della Commissione Nazionale Formazione Continua (ECM): il suo ruolo rispetto alla proroga di un anno del triennio formativo, prevista nel decreto “Milleproroghe”, e la definizione di forme di premialità per chi è in regola con l’acquisizione dei crediti.
Particolare urgenza è stata posta sul tema della grave carenza di professionisti, soprattutto di infermieri, di medici specialisti e farmacisti, rispetto alla quale si dovranno definire azioni non solo sul reclutamento, ma anche per l’incremento dell’attrattività delle professioni sanitarie in generale e del loro impiego nel Servizio sanitario nazionale.
Dovrà poi essere sviluppato il discorso dell’assistenza domiciliare, in virtù dei mutati bisogni e dei cambiamenti demografici, così come il problema di ricoveri e accessi impropri, con nuovi modelli organizzativi da adottare e adattare in ospedali, pronto soccorso e sul territorio, anche con il coinvolgimento della rete delle farmacie aperte al pubblico.
Tra i temi centrali, quello dei farmaci innovativi, dei tetti di spesa riferiti ad analisi ed esami diagnostici, soprattutto in funzione della revisione dei Livelli essenziali di assistenza (LEA) e del relativo finanziamento.
Uno spunto di riflessione innovativo è stato quello relato all’intelligenza artificiale e ai suoi risvolti etici, perché nell’assistenza la tecnicalità e l’efficienza del progresso tecnologico non possono, secondo le professioni, sostituire la sensibilità e la capacità selettiva verso il singolo assistito e soprattutto non possono supplire l’indispensabile rapporto che deve esserci tra professionista sociosanitario e persona, anche secondo ciò che dettano i singoli Codici deontologici, affinché sia efficace il rapporto di cura.
Federazioni, Ordini e Ministero analizzeranno anche il tema della revisione dei profili professionali e di alcuni profili a livello accademico e del sistema delle lauree abilitanti e, alla luce delle necessità assistenziali e dei recenti fatti di cronaca, le problematiche relative alla gravidanza e ai primi mille giorni di vita.
Particolare impulso sarà dato, poi, a campagne di prevenzione e per l’educazione e la sicurezza alimentare. Allo studio anche una campagna ministeriale di comunicazione specifica sulla violenza ai danni del personale, tema ritenuto essenziale e trasversale a tutte le professioni, che hanno chiesto un rilancio dell’Osservatorio nazionale, con maggiori poteri e possibilità di azione.
Infine, è stata condivisa la necessità di introdurre semplificazioni amministrative negli adempimenti professionali.