Il disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) è notoriamente più difficile da diagnosticare nelle ragazze rispetto ai ragazzi. Julia Schechter, psicologa clinica presso il Duke Center for Girls & Women with ADHD di Durham, Carolina del Nord, spiega che le ragazze non diagnosticate corrono rischi più elevati di esiti negativi, dai problemi relazionali ai disturbi alimentari e all’autolesionismo.
Negli ultimi anni, si è osservato un aumento delle donne adulte che richiedono valutazioni e ricevono diagnosi di ADHD, portando i tassi di diagnosi tra adulti maschi e femmine a essere quasi equivalenti. Tuttavia, tra i bambini persiste una netta discrepanza: i ragazzi a cui viene diagnosticato l’ADHD sono almeno due o tre volte più numerosi rispetto alle ragazze, evidenziando un ritardo o una mancata identificazione nelle più giovani.
Sintomi più sfumati e sottodiagnosi nelle ragazze
Le ragioni per cui le ragazze vengono sottodiagnosticate sono molteplici e legate alla modalità di manifestazione dei sintomi. Nelle ragazze e nelle donne, l’ADHD tende a presentarsi soprattutto come disattenzione, difficoltà di concentrazione, distrazione e problemi organizzativi. I ragazzi, al contrario, mostrano più spesso iperattività e impulsività evidenti, come agitazione e incapacità di rimanere seduti.
Anche nelle ragazze possono comparire questi sintomi, ma spesso si manifestano in forme meno riconoscibili, come iperverbalità o eccessiva loquacità. Inoltre, molte ragazze tendono a mascherare i propri sintomi per conformarsi alle pressioni sociali, sopprimendo irrequietezza e bisogno di attività fisica. Questa combinazione di fattori rende i comportamenti meno evidenti e può impedire alle ragazze di soddisfare i criteri diagnostici standard, contribuendo alla sottodiagnosi.
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Sfide diagnostiche e comorbidità
Il problema della sottodiagnosi è amplificato dai criteri diagnostici stessi, sviluppati principalmente su campioni maschili. La mancanza di studi mirati sulle ragazze limita la comprensione della gamma completa di sintomi, creando un circolo vizioso: occorre studiare più ragazze, ma è difficile individuarle e arruolarle perché diagnosticate meno frequentemente. Inoltre, le ragazze con ADHD spesso presentano comorbidità psichiatriche come ansia e depressione, più frequenti rispetto ai ragazzi con ADHD, complicando l’identificazione dei sintomi specifici del disturbo.
Questo rende necessario considerare criteri diagnostici adattati e strategie di ricerca mirate, mentre nel frattempo gli specialisti devono utilizzare i criteri attuali in modo flessibile, per comprendere meglio come l’ADHD influisca sul funzionamento quotidiano e sul benessere delle ragazze.
Rischi e miglioramenti del trattamento
L’ADHD non trattato nelle ragazze comporta rischi significativi: maggiore probabilità di difficoltà sociali, bullismo, problemi relazionali, violenza da parte del partner, gravidanze adolescenziali, autolesionismo, disturbi alimentari e ideazione suicidaria. Inoltre, le donne con ADHD hanno una tendenza leggermente più alta alla mortalità prematura rispetto agli uomini.
Per migliorare la gestione del disturbo, è fondamentale aumentare la consapevolezza tra gli operatori sanitari e migliorare l’accesso agli strumenti diagnostici, inclusi quelli specifici per le donne. Nonostante i trattamenti farmacologici siano efficaci anche nelle ragazze, esse hanno meno probabilità di riceverli, forse a causa di sintomi meno evidenti o pregiudizi nella prescrizione. Migliorare la ricerca, la formazione e l’identificazione precoce può contribuire a ridurre queste disuguaglianze e garantire un trattamento più equo ed efficace.