Di recente la ministra dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, ha firmato i decreti ministeriali che riorganizzano la formazione universitaria in Infermieristica. Le modifiche riguardano l’articolazione dei corsi di laurea, il rafforzamento della formazione di base e l’introduzione di percorsi magistrali specialistici. L’obiettivo dichiarato è rispondere alla crescente carenza di infermieri, soprattutto di profili generalisti, e aggiornare la preparazione professionale in linea con l’evoluzione del servizio sanitario nazionale.
Tra le novità più rilevanti ci sono i percorsi magistrali in cure primarie e di famiglia e comunità e in cure intensive e nell’emergenza, oltre a un indirizzo manageriale nelle Scienze ostetriche. L’intervento mira anche a valorizzare la professione, offrendo ai giovani prospettive di carriera più strutturate e specializzazioni mirate.
Obiettivi formativi e transizione per gli studenti
Le modifiche includono una revisione degli obiettivi formativi per gli infermieri pediatri, che dovranno conseguire una laurea magistrale specialistica in cure neonatali e pediatriche dopo l’abilitazione come infermiere di base. Le università garantiranno un periodo transitorio fino all’anno accademico 2027/2028, permettendo agli studenti già iscritti di completare i percorsi con pieno riconoscimento dei titoli conseguiti.
Secondo quanto spiegano dal Mur, l’adozione dei nuovi percorsi specialistici risponde anche alla necessità di rafforzare l’assistenza territoriale e le cure pediatriche, assicurando competenze specifiche per la gestione di malattie croniche e complesse. Il decreto rappresenta quindi un tentativo di bilanciare le esigenze immediate di personale con la formazione di figure professionali avanzate, capaci di affrontare scenari sanitari sempre più complessi e multidisciplinari.
Competenze aggiuntive e strategia di valorizzazione
I nuovi percorsi formativi mirano a sviluppare competenze avanzate negli infermieri, inclusa la capacità di prescrivere trattamenti assistenziali, ausili e tecnologie, garantendo continuità e sicurezza delle cure. I professionisti acquisiranno inoltre capacità di progettare interventi di promozione della salute e prevenzione delle malattie per neonati, bambini e adolescenti, operando in contesti sanitari e comunitari.
Il ministro della Salute, Orazio Schilaci, ha sottolineato che “oggi i bisogni sono sempre più sociosanitari e il ruolo degli infermieri in questa sfida è fondamentale”. Ha ricordato che la riforma mira anche a rendere la professione più attrattiva, contrastando l’emigrazione dei giovani infermieri e valorizzando le competenze sul territorio.
Barbara Mangiacavalli, presidente FNOPI, ha aggiunto: “Non è un punto di arrivo, è un punto di partenza. Oggi declineremo bene il lavoro che ci attende rispetto ai nuovi percorsi su una strada che gli infermieri hanno intrapreso perché hanno bene in mente la risposta ai nuovi bisogni di salute di cittadini e pazienti”.