Il diabete mellito non è solo una malattia metabolica, ma può aumentare il rischio di sviluppare alcune patologie oncologiche. Per rispondere a questa esigenza nasce il Progetto SIRIO, un’iniziativa dell’Ospedale Luigi Sacco di Milano promossa dall’ASST Fatebenefratelli Sacco, pensata per i pazienti con diabete di tipo 2. Nella videointervista, la dottoressa Gloria Goi, chirurga generale, illustra come il progetto permetta di intercettare precocemente il rischio oncologico, in particolare per tumori dell’intestino e della mammella, spesso più frequenti e con insorgenza più precoce rispetto alla popolazione generale.
Attraverso un percorso strutturato in tre fasi, supportato da strumenti digitali, SIRIO consente di raccogliere informazioni su stile di vita, fattori di rischio e terapie, di attivare screening personalizzati e di indirizzare i pazienti verso accertamenti mirati, garantendo una diagnosi più precoce e trattamenti meno invasivi. Il progetto favorisce inoltre un approccio multidisciplinare, migliorando il monitoraggio dei pazienti cronici, la coordinazione tra specialisti e la gestione quotidiana della cronicità diabetica, con un impatto positivo anche sull’efficienza del sistema sanitario.
Cos’è SIRIO e perché nasce
Dottoressa Goi, può raccontarci cos’è il Progetto SIRIO e perché è stato pensato proprio per i pazienti con diabete? Quali tipi di rischio oncologico mira a intercettare precocemente?
Il Progetto SIRIO nasce come iniziativa sperimentale dell’Ospedale Luigi Sacco all’interno dell’ASST Fatebenefratelli Sacco di Milano, con l’obiettivo di strutturare un percorso di prevenzione oncologica dedicato ai pazienti con malattia metabolica, in particolare con diabete mellito di tipo 2. È ormai noto che questi pazienti presentano un rischio significativamente più elevato di sviluppare patologie oncologiche, soprattutto a carico dell’intestino e della mammella, rispetto alla popolazione generale. Inoltre, tali tumori tendono a manifestarsi in età più precoce: sotto i 50 anni per le neoplasie intestinali e addirittura sotto i 40 anni per quelle mammarie nelle donne con diabete. Il rischio aumenta in una percentuale che varia dal 18 al 30%, a seconda della patologia considerata. Proprio da queste evidenze nasce l’esigenza di creare un percorso strutturato di prevenzione oncologica specificamente dedicato a questa categoria di pazienti.
Come funziona il percorso
Come si sviluppa il percorso di prevenzione? Può descrivere le tre fasi – questionario anonimo, contatto volontario con il medico e valutazione clinica – e spiegare come aiutano a individuare i pazienti a maggior rischio?
Il percorso SIRIO è articolato in tre livelli funzionali. Il primo livello coincide con la visita diabetologica: il paziente, già in carico per la patologia diabetica, viene informato dallo specialista della possibilità di aderire al progetto di prevenzione oncologica. Se accetta, si passa alla seconda fase: attraverso un QR code accede alla piattaforma SIRIO e compila un questionario con informazioni generali. Le risposte sono strutturate in modo da garantire la tutela della privacy e non consentire l’identificazione diretta del paziente. In questa fase, tuttavia, vengono inseriti i recapiti (nome, cognome, telefono ed e-mail) esclusivamente per permettere un successivo contatto. La terza fase prevede infatti la valutazione dei dati raccolti da parte del medico e il contatto diretto con il paziente. Vengono quindi prescritte le indagini di screening: il test per la ricerca del sangue occulto fecale e, per le donne sotto i 40 anni con diabete, l’ecografia mammaria. Se il sangue occulto risulta positivo, il paziente viene indirizzato, sempre all’interno dell’ASST Fatebenefratelli Sacco, a una valutazione endoscopica con gastroscopia e colonscopia per approfondire la causa del sanguinamento. In caso di esito sospetto all’ecografia mammaria, la paziente viene avviata al percorso di follow-up e di approfondimento senologico.
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Benefici per pazienti e medici
Quali sono i principali vantaggi di SIRIO per i pazienti e per chi lavora in ospedale? In che modo questo progetto può rendere più efficace la prevenzione e la gestione della cronicità diabetica nella pratica quotidiana?
Il principale vantaggio di SIRIO è offrire a questi pazienti un percorso di prevenzione anticipata, in linea anche con le indicazioni emerse a livello europeo negli ultimi anni. Spesso il paziente diabetico, già concentrato sulla gestione della propria malattia metabolica, tende a sottovalutare eventuali sintomi. Di conseguenza, la diagnosi può arrivare in fase avanzata, quando la malattia è più complessa da trattare. Inoltre, si tratta frequentemente di pazienti fragili, nei quali un intervento chirurgico può risultare particolarmente gravoso. Anticipare la diagnosi consente, in molti casi, di intervenire con trattamenti meno invasivi, talvolta anche solo endoscopici, evitando procedure chirurgiche maggiori. Il progetto favorisce quindi un monitoraggio strutturato e multidisciplinare dei pazienti cronici, migliora il coordinamento delle cure, riduce richieste tardive o frammentate e contribuisce anche a contenere i costi sanitari, rendendo più efficace la gestione quotidiana della cronicità diabetica.