Schillaci: “Duemila euro in più ai medici e mille agli infermieri. E depenalizzeremo responsabilità medica”

Sommario

  1. “Nella prossima Finanziaria in arrivo ulteriori 5 miliardi”
  2. “Duemila euro in più al mese per i medici e più di mille per gli infermieri. Depenalizzare responsabilità medica”
  3. Pronto soccorso, case di comunità e mmg
  4. “Stanziati 360 milioni per accorciare le liste d’attesa”

Prevenzione, più territorio (e meno accessi ai Pronto soccorso) e depenalizzazione della responsabilità medica. Sono alcune delle direttrici del lavoro del ministro della Salute, Orazio Schillaci, volto ad implementare la tenuta e l’offerta di salute del nostro Servizio sanitario nazionale migliorando, di pari passo, anche le condizioni lavorative degli operatori sanitari. In una recente intervista al quotidiano “Libero”, Schillaci ha infatti annunciato anche aumenti di stipendio per medici e infermieri, oltre che un ulteriore finanziamento del Ssn.

“Nella prossima Finanziaria in arrivo ulteriori 5 miliardi”

Schillaci ha esordito facendo due premesse: “La prima è che l'Italia è la seconda nazione al mondo come aspettativa di vita ma non è la seconda nazione più ricca al mondo, quindi significa che la nostra sanità, in rapporto agli altri Stati, ha una buona efficacia”. La seconda, invece, “è che è una menzogna quanto continua a sostenere l'opposizione, secondo la quale questo governo avrebbe tagliato i fondi al settore.

La scorsa settimana – spiega – abbiamo stanziato un altro miliardo e 400 milioni, in aggiunta ai 2 miliardi e 150 milioni di maggiori fondi previsti dall'ultima legge di bilancio e nella prossima Finanziaria metteremo altri soldi”, ovvero ulteriori 5 miliardi per far arrivare la dotazione del Ssn ad un totale di 131 miliardi. Schillaci accusa poi “chi è arrivato prima di noi” ad aver tagliato fondi alla sanità per più di 10 anni, “avendo buon gioco perché erano i tempi in cui si lodava l'austerity e troppe Regioni spendevano senza criterio”. Regioni che, infatti, “sono finite commissariate".

“Duemila euro in più al mese per i medici e più di mille per gli infermieri. Depenalizzare responsabilità medica”

"Abbiamo portato a cento euro – spiega il ministro della Salute – il compenso orario dei medici d'emergenza per gli straordinari e a 50 quello degli infermieri, che da ora potranno fare, come pure le ostetriche, anche la libera professione, cosa che gli era preclusa”. Ciò significa che, a partire dal prossimo giugno, “considerando anche l'anticipo dell'indennità inizialmente prevista per il gennaio 2024, i medici potranno guadagnare anche 2.000 euro in più al mese e gli infermieri oltre mille”. Schillaci aggiunge inoltre di star lavorando per “contrastare l'abuso del ricorso ai medici a gettone, che tolgono risorse economiche preziose agli ospedali, per garantire una migliore efficienza”. In merito invece ad un’altra questione molto sentita dai professionisti sanitari, “per porre rimedio al problema della medicina difensiva agiremo depenalizzando la responsabilità medica, tranne che per il dolo, e mantenendo solo quella civile. E poi stenderemo delle linee guida con criteri chiari su quali esami prescrivere e quando".

Pronto soccorso, case di comunità e mmg

Uno degli obiettivi del ministero diretto da Schillaci è quello di diminuire il più possibile gli accessi ai Pronto soccorso, non necessari in circa il 70% dei casi. Il ministro ha spiegato che per svuotare i presidi Ps va “rafforzata l'assistenza sul territorio” adoperando i soldi del PNRR al fine di avviare le case di comunità. Bisogna poi aumentare l'apporto dei medici di base nella cura, con un'operatività maggiore che passi anche attraverso la telemedicina. E parlando proprio di case della comunità, Schillaci le ha definite “una sorta di multimedica, ma pubblica, dove il cittadino può trovare tutte quelle cure che non richiedono un'ospedalizzazione. Ne abbiamo previste 1.350, in tutta Italia, una ogni cinquantamila abitanti”.

Secondo il ministro “chi sta male dovrebbe andare lì per evitare ore di attesa, essere certo di trovare lo specialista di cui ha bisogno e non rischiare di esserci mandato dal Pronto soccorso, in caso di mancato ricovero come avviene nella stragrande maggioranza dei pazienti. Saranno luoghi sinergici, - spiega – esattamente come un grande ospedale, e senz'altro garantiranno un servizio migliore rispetto a un pronto soccorso congestionato". In questo contesto, il medico di base ha “un ruolo vitale nella prevenzione: deve prendersi in carico il paziente e seguirlo con scadenze periodiche, indicandogli gli esami di controllo da fare, in base alla sua età, alla condizione fisica e alla situazione clinica. Bisogna arrivare a spedire mail a casa per dire quali esami fare in base all'avanzare dell'età e daremo delle agevolazioni a chi segue i consigli", ha spiegato.

Con il cambiamento delle esigenze di salute della popolazione, che implicano un’evoluzione del servizio fornito ai pazienti, sarà necessario anche intervenire sulla prevenzione: “L'unica soluzione per mantenere la sanità non a pagamento è agire sulla prevenzione, fare in modo che la gente si ammali poco. Con l'educazione alla salute, fin nelle scuole. Insegniamo ai ragazzi i corretti stili di vita, per farne degli anziani sani. Ci vorrebbe almeno un'ora la settimana nell'orario scolastico, molto più importante di altri insegnamenti oggi di moda".

“Stanziati 360 milioni per accorciare le liste d’attesa”

In merito ad un’altra problematica del Servizio sanitario italiano, ovvero quello dell’eccessiva lunghezza delle liste d’attesa, secondo Schillaci serve un lavoro sinergico tra ministero ed enti territoriali: “Il cittadino che vuole prenotare una prestazione deve sapere dove può fare l'esame, in ospedali pubblici e strutture convenzionate, con la tempistica prevista”.

Per accorciare le attese, nel decreto Milleproroghe sono stati stanziati 360 milioni di euro: “Bisogna tenere le liste sempre aperte, oggi lo sono solo per due mesi, ma questo non consente la trasparenza”. Parlando inoltre della libera professione, nonostante sia “molto criticata” bisogna dire che “la spesa annua pro capite per visite specialistiche private è di 18 euro e i medici che lavorano privatamente sono solo il 42%, diecimila in meno rispetto a due anni fa. Non si pensi che sia il privato in libera professione ad allungare le liste del pubblico. Vengono prescritti troppi esami inutili, c'è un eccesso di medicina difensiva. Il medico, per evitare cause e guai con la giustizia, eccede a volte negli esami da far fare".

Di: Redazione Quotidiano Sanità Club - quotidianosanita.it

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