"La cosa che ci preoccupa di più sono i casi di violenza. Dall'inizio dell'anno si sono verificati già svariati casi, e questo è oggettivamente inaccettabile". Lo ha dichiarato in una recente intervista il Ministro della Salute Roberto Speranza, parlando dell’escalation di aggressioni degli ultimi giorni a personale di 118 e Pronto Soccorso. "Crediamo che lo Stato debba dare una risposta ferma, su diversi piani. Sulla città di Napoli una prima risposta è stata data dal Ministro Lamorgese, quindi dal 15 gennaio ci saranno telecamere anche nelle ambulanze. Poi – aggiunge Speranza – c'è una norma, già approvata all'unanimità al Senato, che prevede l'inasprimento delle pene per chi usa violenza nei confronti dei camici bianchi”. E sul decreto in cantiere per superare questa situazione ha aggiunto: “Ho sentito la presidente della commissione Salute, sto provando a sollecitare una velocizzazione del percorso. Se dovessi rendermi conto che dinamiche politiche e discussioni allungano questo percorso oltre il consentito, a quel punto userei i poteri che la Costituzione riconosce al governo. Spero che il Parlamento possa essere autonomo nella sua deliberazione e possa nel giro di qualche settimana risolvere la questione e approvare una norma, anche valorizzando il voto all'unanimità al Senato".
Sul tema è intervenuto anche il Presidente dell’OMCeO più grande d’Italia, ovvero quello di Roma: “In questi giorni – ha dichiarato all’agenzia Dire il Presidente Magi – sto cercando di capire qual è la situazione per rimettere in moto la questione”. Magi spiega che l’Ordine sta prendendo iniziative, prima fra tutte la volontà di istituire un tavolo di confronto sulle aggressioni ai medici con il Ministero della Salute, il Ministero dell’Interno, la Questura di Roma e la Regione Lazio.
“La sequela di aggressioni a danno del personale sanitario, che ci vede spesso tristemente coinvolti, richiede da parte del Governo e del Parlamento un intervento che sia di attenzione agli operatori e di soluzione per la riduzione della numerosità e gravità degli episodi. Ciò può e deve realizzarsi attraverso la salda tutela legislativa del riconoscimento dello status di Pubblico Ufficiale, come proposto in sede Parlamentare dallo stesso Ministro Speranza, nel Disegno di Legge a prima firma On. Rostan, che ormai rappresenta una integrazione indispensabile a quanto già approvato al Senato, come bandiera per il personale sanitario che si vedrà così riconosciuto dallo Stato nella propria funzione costituzionale, ovvero quella della tutela della salute di cui all'Art. 32". È quanto scrive in una nota l'Esecutivo Nazionale FIMMG Continuità Assistenziale. "Solo partendo da questa base - si legge - avendo garantito la motivazione degli Operatori con migliori effetti in termini di sicurezza, si potranno affrontare gli altri aspetti, a partire sicuramente da quello organizzativo”.
“Il fenomeno è complesso – ha dichiarato a Sanità Informazione la capogruppo Cinque Stelle in Commissione Affari Sociali Fabiola Bologna – e le cause sono molteplici: incidono sicuramente la carenza del personale con sovraccarico di lavoro e difficoltà a rispondere a tutte le richieste e la mancanza di organizzazione, ma non vanno trascurate la scarsa consapevolezza dei cittadini sul corretto utilizzo dei servizi sanitari e una più globale mancanza di rispetto per le figure professionali. Sintomo, quest’ultimo, di una società che sta perdendo i punti di riferimento istituzionali”. La capogruppo ha poi annunciato un breve ciclo di audizioni in Commissione con eventuali modifiche e poi il via libera della Commissione Affari Sociali della Camera al Ddl aggressioni: “È importante approvare al più presto il provvedimento, quindi valuteremo gli aspetti relativi alla sicurezza sul luogo di lavoro e la prevenzione, aspetti tra l’altro già presenti e definiti nella raccomandazione ministeriale n.8 del 2007, che basterebbe applicare”.
“Videocamere sulle ambulanze, rafforzamento dei presidi di vigilanza e sicurezza nei Pronto soccorso, manca solo di predisporre un servizio di scorta per il personale sanitario. Dobbiamo arrivare a questo?». Lo chiede Massimo Tortorella, presidente di Consulcesi riportando la forte situazione di disagio che i camici bianchi italiani stanno sfogando al Telefono Rosso 800620525, il servizio di pronto soccorso telefonico per la violenza in corsia messo a disposizione dal network legale. «L’escalation di episodi di violenza raccontata dai media in questi giorni – spiega Tortorella – sembra concentrarsi a Napoli, o al massimo in Campania, ma in realtà è un fenomeno molto più ampio e diffuso perché purtroppo molti casi non vengono denunciati per vergogna, rassegnazione e anche per il timore di ritorsioni”.