Decreto Rilancio a rischio illegalità: fuori dentisti e liberi professionisti

I dentisti e i liberi professionisti non potranno accedere al Decreto Rilancio. Ciò determina potenziali profili di illegittimità costituzionale della norma.

Sono tante le agevolazioni economiche e fiscali previste per i medici e i professionisti sanitari che vorranno investire nell’innovazione della propria attività professionale. Si va da opportunità più semplici da sfruttare (come il credito d’imposta sulle strumentazioni) a quelle decisamente più complesse (come i bandi) per le quali è necessario affidarsi a strutture esterne capaci di seguire il professionista passo dopo passo e aiutarlo a non incappare in una delle tante “tagliole” di cui sono disseminati gare, annunci pubblici e così via. Vediamo quali sono le principali forme di finanza agevolata che interessano i professionisti sanitari

La finanza agevolata

Con “finanza agevolata” ci si riferisce all’insieme degli strumenti finanziari utilizzati dal legislatore per favorire la competitività e lo sviluppo delle imprese. Esistono agevolazioni di vario tipo: contributi a fondo perduto, finanziamenti agevolati, interventi in conto garanzia, crediti d’imposta e incentivi fiscali.

I destinatari di queste agevolazioni sono società, liberi professionisti, università e centri di ricerca. Le spese finanziabili all’interno di questi progetti sono le più svariate: dalla ricerca e sviluppo all’acquisto di macchinari e attrezzature nuove e di fabbrica, fino ad arrivare alla formazione del personale e a tutte le consulenze specialistiche per l’acquisizione di brevetti e licenze specifiche del settore medico.

Bonus investimenti strumentali

Professionisti sanitari, studi medici, aziende con dipendenti e collaboratori possono anche usufruire del credito d’imposta e ricevere un ritorno economico per gli investimenti effettuati in beni materiali e immateriali nuovi (anche in leasing). La misura del beneficio è del 10%.

L’unica “formalità” che va espletata è sostanzialmente l’acquisto. È dunque necessario produrre la fattura, effettuare il pagamento attraverso metodi che permettono il tracciamento del denaro ed indicare che l’acquisto gode del credito d’imposta relativo al bonus investimenti. A partire dall’anno successivo, il professionista può utilizzare il credito di imposta in f24. La misura copre al 10% gli investimenti che verranno effettuati in tutto il 2021 fino al 30 giugno 2022. È necessario però che l’ordine di acquisto venga effettuato entro il 31 dicembre del 2021 e che venga versato almeno il 20% al fornitore come acconto. La misura è stata estesa anche nel 2022. L’unica differenza è che la misura del credito è leggermente più bassa: dal 10% al 6%.

Il Bonus Aggregazioni

Il Bonus Aggregazioni consente alle società che deliberano nel 2021 operazioni di aggregazione, realizzate mediante fusione, scissione e conferimenti d’azienda, di trasformare le perdite fiscali e le eccedenze Ace non ancora utilizzate in crediti d’imposta spendibili, favorendo società e soggetti con una maggiore liquidità.

I soggetti interessati in ambito medico sono soprattutto le strutture costituite in forma societaria. Per ottenere il credito d’imposta occorre che vengano realizzate operazioni di fusione o scissione e conferimento e verificate le condizioni richieste dalla norma quali: pre-operatività: tutte le società che partecipano all’operazione siano operative da almeno due anni; terzietà: non devono far parte dello stesso gruppo societario né essere legati tra di loro da un rapporto di partecipazione superiore al 20% né devono essere controllati dallo stesso soggetto economico; buono stato economico dei soggetti che partecipano all’operazione di aggregazione aziendale: per nessuna delle società deve essere stato accertato lo stato di dissesto, il rischio di dissesto o lo stato di insolvenza. 

A questo punto viene determinato il credito di imposta, che può essere utilizzato in compensazioni senza limiti di importo oppure può essere ceduto o richiesto a rimborso. Ovviamente deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi, sebbene non partecipi al reddito d’impresa e all’Irap. 

Le ultime novità sul credito d’imposta in ricerca, sviluppo, innovazione e design

La Legge di Bilancio 2021 ha introdotto una serie di cambiamenti sul credito di imposta in ricerca e sviluppo ai fini del calcolo e dell’utilizzo del credito stesso. Il credito ricerca e sviluppo è esteso anche alle attività di innovazione tecnologica, design e ideazione estetica. Ma una delle principali novità è la sostituzione del metodo di calcolo che veniva utilizzato fino a poco tempo fa. Oggi non è più quello relativo all’incremento rispetto alla media triennale fissa 2012-2014 ma si basa sul metodo volumetrico. Vale a dire sulla spesa realizzata per l’acquisto di beni relativi a ricerca e sviluppo. 

Possono accedere all’agevolazione fiscale, sempre che svolgano attività di ricerca e sviluppo e innovazione tecnologica e design, anche tutte quelle imprese a cui viene commissionato un progetto di ricerca e sviluppo, ma devono risiedere in paesi dell’Unione Europea, ovvero in paesi collaborativi.

Inoltre, per poter accedere al credito ricerca sviluppo occorre adempiere agli obblighi di versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a favore dei lavoratori e rispettare la normativa sulla sicurezza sui luoghi di lavoro. Non possono accedere al credito le imprese in stato di liquidazione volontaria, fallimento, liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo senza continuità aziendale, e procedure concorsuali. Sono escluse anche le imprese destinatarie di sanzioni interdittive o che risiedano in paesi non collaborativi.

 

Di: Redazione Quotidiano Sanità Club - quotidianosanita.it

Argomenti correlati

News e approfondimenti che potrebbero interessarti

Vedi i contenuti

La soluzione digitale per i Professionisti Sanitari

Quotidiano Sanità Club

Contatti

Via G.Motta 6, Balerna CH
PEC: consulcesisa@legalmail.it

Social media